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Videocracy

Uno dei non pochi svantaggi di avere come presidente del consiglio un monopolista dei media, è quello che comunicazione e politica, audiance e consenso, si confondono, si scambiano, diventano intercambiabili.
Questo comporta effetti paradossali: il presidente del consiglio va in televisione per raccontare, non agli elettori, ma ai telespettatori, come è stato bravo con i terremoti. Il presidente del consiglio va in televisione e vengono chiuse tutte le trasmissioni concorrenti, per cercare di avere più audiance possibile, come se quello che ha fatto o non ha fatto nel gestire il problema del terremoto, sia fatto bene o male a seconda di quanti telespettatori vorranno vederne il racconto televisivo. Il presidente del consiglio va in televisione, l'audiance è bassissima e il segretario del più votato partito d'opposizione commenta il fatto come fosse una sconfitta eletorale.
L'ultimo di questi paradossi l'ha espresso Vittorio Feltri, che in un editoriale su Il Giornale, questa mattina, 23 Settembre, commentava la messa in onda, speriamo, della nuova serie del programma di approfondimento giornalistico "Anno zero".
Secondo Feltri, siccome il PDL e la Lega hanno vinto le elezioni, siccome gli italiani hanno espresso col voto il loro consenso a questi due partiti, allora i telespettatori non vogliono vedere "Anno zero".
Anche volendo ammette che il programma di Michele Santoro sia un programma di parte, sempre contrario e solo contrario a questi due partiti, cosa che non è, si potrebbe ancora discutere del diritto delle voci di minoranza di esprimersi, se si è in democrazia. Del diritto di esprimersi soprattuto su un canale della televisione pubblica, pagata con le tasse ed il canone di tutti i cittadini, non solo di quelli che hanno votato i partiti attualmente al governo. Si potrebbe sottolineare come, prioprio i portatori di voci minoritarie, sempre se si è in democrazia, hanno più diritto e più bisogno di visibilità, perchè la maggioranza degli elettori si è già espressa decidendo chi deve gestire il potere esecutivo e avere la maggioranza in Parlamento, quindi hanno deciso chi ha il potere di fare e conseguentemente meno necessità di dire. Si potrebbe ancora infine sottolineare come i due partiti di governo abbiano si una maggioranza assoluta di onorevoli e senatori sugli scranni parlamentari, ma che questo, in virtù della vigente legge lettorale, corrisponde solo ad una maggioranza relativa di consenso elettorale.
S potrebbero dire tutte queste cose ed altre ancora, ma quello che più mi preme sottolineare è come Feltri volontriamente confonda elettori e telespettatori, audiance e rappresentatività politica.
Nulla vale per lui per esempio, sapere che "Anno zero" nella scorsa serie ha tenuto la media del 18% di share per le sue 34 prime serate, che il progrmma non è mantenuto con i soldi pubblici, perchè, proprio in virtù dei suoi alti ascolti, porta nelle casse della Rai lauti proventi pubblicitari, eccedenti i costi di produzione del programma.
Considerando questi dati, verrebbe ai più spontaneo pensare che gli italiani elettori vogliano il PDL e la Lega come maggioranza in Parlamento e gli italiani telespettatori vogliano guardare "Anno zero" in televisione. A Feltri ciò non viene in mente, ma immagina o vuole che i suoi lettori immaginino, un'Italia del pensiero unico, monocolore, monoconsenso.

Pubblicato il 24/9/2009 alle 0.10 nella rubrica InFeltriTi.

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