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Frammenti di varia disumanità
Un Paragone sbagliato
post pubblicato in InFeltriTi, il 22 ottobre 2010


Io penso che il premio "faccia di tolla senza rimedio" per la serata televisiva di ieri vada assegnato senza ombra di dubbio a Gianluigi Paragone, già vicedirettore di Libero e prima direttore de La Padania.
Durante la puntata di Annozero di ieri con l'aria di Giovanna d'Arco già da qualche  minuto sul rogo, vittima della feroce censura della dittatura comunista, ha rivelato che, povero lui, percepisce un compenso di appena mille euro netti a puntata per la conduzione e direzione di " L'ultima parola", settimanale di approfondimento politico di Rai Due.
Una miseria, se messi a confronto con i ben due milioni di euro percepiti da Fabio Fazio ogni anno per "Che tempo che fa" e ancora meno di una miseria, se paragonati ai due milioni di euro promessi a Roberto Saviano per sole quattro puntante.
Seguono lunghi momenti di improperi, imprecazioni e parolacce, poi ritrovata la calma ...
Non c'è dubbio che io consideri il valore dei contenuti prodotti da Fazio e da Saviano infinitamente superiore a quello dei contenuti prodotti da Paragone, ma io sono una sporca comunista: la mia valutazione non è oggettiva, ma parziale nel senso di "di parte", falsata dalle mie simpatie e preferenze, non è credibile.
Giusto! Allora prendiamo un criterio più oggettivo, computabile e misurabile, un criterio che a Paragone dovrebbe piacere: il denaro.
Come ammesso dallo stesso capostruttura di Rai Tre, Loris Mazzetti,  durante la  medesima puntata di Annozero, al netto di tutti i costi, compreso quindi il suo stipendio e pure quello dello stesso Mazzetti, i programmi di Fabio Fazio portano ogni anno nelle casse della Rai nove milioni di euro, un guadagno netto di nove milioni di euro.
Gianluigi parliamone:  tu conduci un programma che guardavano, a gennaio scorso, il tuo cane,  il tuo gatto e la tua vecchia nonna, che però ogni tanto, quando sfuggiva alla sorveglianza della badante, cambiava per guardare la Bignardi.
Sei stato messo lì dal Governo per bilanciare Santoro, ma, essendo incapace di costruire qualcosa che sia un minimo interessante, al massimo puoi bilanciare il tuo amministratore di condominio, ma non metterlo in ombra.
Sei un costo senza profitto ed è colpa di quelli come te se, nonostante programmi di grande successo commerciale, come "Che tempo che fa" e "Annozero",  la Rai ha i bilanci costantemente in rosso.
Il tuo stipendio e il buget del tuo programma praticamente li paga Fabio Fazio, ma tu ti permetti di atteggiarti a martire della censura e, se non riesci a farti seguire nemmeno dai soci del tuo circolo degli scacchi  non è colpa tua no, è colpa degli ospiti famosi che ti boicottano, perchè sei scomodo.
Ma facci il piacere...
Mi potresti dire che, siccome la Rai pubblico, deve garantire il tuo programma per garantire una pluralità di voci, per dare rappresentatività a tutti i punti di vista, anche se minoritari.
La questione è decisamente opinabile, ma te la voglio dare per buona senza approfondimenti, buona per principio, ma, se è così, allora ringrazia il cielo che esistono i Fabio Fazio, grazie ai quali la Rai si concede il lusso di mantenere quelli come te, solo per perseguire il fine nobile del pluralismo della comunicazione, non tentare di fargli la guerra, ti rendi solo ridicolo.
Ne vale veramente la pena?

Prego, la sua valigia
post pubblicato in Per non piangere, il 17 marzo 2010


"Continuo a usare il telefonino con la più ampia libertà, ma se escono nuove intercettazioni lascio questo Paese".
Silvio Berlusconi, 2 Aprile 2008 

Bhè? Ancora qua?
Le solite promesse da campagna elettorale!!

 

La trave nell'occhio
post pubblicato in E facciamoci riconoscere, il 27 agosto 2009


Dalla home page di Repubblica.it di una mezz'ora fa:

 


Ecco, vorrei parlare lungamente dell'autonomia delle "autority" italiane dal governo, in particolar modo di quell'ente che ha il compito di vigilare sul rispetto delle leggi e sulle discipline che regolano il mercato, ma mi sa che lascerò perdere.


Libertà di consenso
post pubblicato in E facciamoci riconoscere, il 27 aprile 2009


Stamattina, grazie ai potenti mezzi di Internet, ho guardato in differita la puntata di AnnoZero, programma di approfondimento giornalistico diretto da Michele Santoro, di gioved' scorso 23 Aprile 2009.
Il tema, una commemorazione di Indro Montanelli nel centeraio della sua nascita, è stato l'occasione per discutere di libertà di stampa, autonomia dei giornalisti, ruolo della libera informazione in democrazia.
La posizione di tre quinti degli ospiti in studio, ossia di Paolo Mieli, Maurizio Belpietro e Enrico Mentana può essere agevolmente riassunta così: "Va tutto bene madama la marchesa".
Tanto ai cittadini italiani che importa se una stagista della lega è stata fermata con 8 chili di cocaina, se Marcello Dellutri è stato condannato per minacce aggravate, se Berlusconi è stato assolto, ma ha avuto una relazione con una giovanissima annunciatrice della Rai?
Solo per questo nessuna di queste notizie è comparsa sui nostri quotidiani, eccetto quella su Dell'utri in quarantesima pagina sul Corriere della Sera, per noi, per non annoiarci.

Riequilibratura e pulizia del carburatore
post pubblicato in Vocabolario minimo, il 15 aprile 2009


E' necessario ed urgente ripristinare un vocabolario minimo, un elenco dei lemmi usati dagli uomini politici (alcuni), dai giornalisti (alcuni altri), dai Presidenti (un pò tutti), dai Direttori Generali (un pò tutti gli altri) e da tutti gli esponenti  ed i lacchè del Potere e dei poteri di questa che è stata, per un tratto troppo breve, una democrazia.
E' necessario ed urgente chiarire di ogni parola usata il vero significato, perchè man mano che il regime, già in atto, va avanti e si consolida, non solo fa strage di libertà e di diritti, ma fa strage di parole. Come nell'orwelliano "1984", le parole perdono il loro senso e ne acquistano uno nuovo, così che a pronunciarle a nessuno possa anche solo venire in mente il loro originale significato e valore, così che chi sente che un altro mondo è possibile non abbia più parole per esprimerlo.
Per questo il Ministero della Verità diventa il Miniver o un latitante diventa un esule.
Per inaugurare il vocabolario, voglio esaminare l'espressione "riequilibri informativi", contenuta in una lettera inviata dal Direttore Generale della Rai Mauro Masi al giornalista Michele Santoro in conseguenza di una riunione svoltasi oggi ed avente per oggetto la puntata di giovedì scorso, 9 Aprile, di Annozero, il porgrmma diretto da Santoro.
In una serie di servizi andati in onda durante il programama, è stato messo in luce come l'intervento della protezione civile in soccorso delle vittime del terremoto che la domenica precedente aveva colpito la provincia de L'Aquila, sia stato tardivo e inadeguato, privo di coordinamento e pianificazione, portato avanti con mezzi insufficienti, come i ripetuti allarmi causati dal susseguirsi di scosse di terremoto sempre più gravi, cominciate lo scorso gennaio, siano stati sistematicamente ignorati da tutte le autorità preposte alla sicurezza dei cittadini, come la vergognosa speculazione edilizia abbia causato più danni del terremoto stesso, come nella provincia e presumibilmente in tutta Italia, le norme antisismiche siano costantemente inapplicate.
Circa queste denunce c'è una sola domanda che abbia senso porsi: sono vere o sono false?
Se sono vere, l'unica parola in cui ha senso tradurre i "correttivi informativi" richiesti da Masi è BUGIE.
La verità non piace, non è seducente, non è elettorale, così Annozero deve allinearsi e raccontare le stesse bugie che hanno raccontato tutti gli altri, le bugie sui soccorsi più veloci del mondo, sull'eroica protezione civile, sul Presidente del Consiglio che bacia le vedove e gli orfani e mette a disposizione degli sfollati "le sue case" (basterebbe il megavillone abusivo in Sardegna con tanto di finto vulcano, anfiteatro romano e grotta di Diabolik per ospitarli tutti), perchè le bugie si che sono seducenti ed elettorali.
Tanto a chi importa se alla prossima scossetta che chiamiamo "terremoto", al prossimo straripamento che chiamiamo "esondazione", alla prossima pioggerella che chiamiamo "alluvione", moriranno ancora trecento, quattrocento, cinquecento persone?
Accorreranno come questa volta i soliti scrivani prezzolati, i soliti vesponi indignati un tanto al chilo, a prendersela col destino cinico e baro e a  magnificare i mirabolanti interventi del maschio ed eroico governo, Presidente in testa.

Fonti:
La Repubblica
Il Corriere della Sera
La puntata di Annozero del 9 Aprile 2009

Certificazioni di qualità
post pubblicato in Diversamente concordi, il 25 settembre 2008


"Il lavoro di Petruccioli è stato molto buono", ha dichiarato Walter Veltroni l'altro giorno, il 22 settembre, sugli schermi di Sky TG24, continuando "... e se vi è la disponibilità del centrodestra a rieleggerlo, per noi va bene". Ha inoltre definito questo signore di sessantasette anni, dal 2005 Presidente della Rai, "figura istituzionale".
Vorrei proporre un elenco di cose avvenute nell'azienda pubblica Rai da quando questa persona di così alto profilo istituzionale ne è diventata presidente e negli anni precedenti, ossia dal 2001 al 2005, quando era Presidente della Commissione Parlamentare di Vigilanza sulla Rai:
Nel 2002, in seguito a dichiarazioni del già allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, Santoro, Biagi e Luttazzi vengono esclusi dalle collaborazoni con la Rai.
Nel 2003 viene chiuso il programma satirico di Sabina Guzzanti "Raiot" dopo una sola puntata, colpevole di aver informato i telespettatori su alcune leggi effettivamente in quel periodo approvate dal Parlamento italiano.
Nello stesso anno viene impedito a Paolo Rossi di recitare a "Domenica In" un brano tratto da un'opera di Tucidide, perchè suggeriva agli italiani che forse il metodo dell'Atene antica era migliore di quello della Roma moderna.
Nel marzo del 2007 tuona "Via i reality dalla Rai" ed infatti nel 2008 abbiamo riavuto l'isola dei famosi, ma anche La Talpa e abbiamo aggiunto X Factor.
Nel maggio del 2008 Michele Santoro, nel programma di approfondimento giornalistico AnnoZero, racconta della manifestazione politica organizzata da Beppe Grillo il 25 aprile. Petruccioli redarguisce Santoro e si scusa a nome suo, perchè si è permesso di dare una notizia.
Nel giugno del 2008 Fabio Fazio invita Marco Travaglio a "Che Tempo che fa", Travaglio riferisce alcuni fatti della biografia del neoeletto alla Presidenza del Senato Schifani, fatti riferiti già da tempo da libri e giornali, Fazio è costretto alle pubbliche scuse per aver osato invitare un giornalista che ha raccontato un fatto.
Sono le prime cose che mi sono tornate in mente, le prime che saltano agli occhi di chiunque faccia una banale ricerca su Internet con le chiavi "Petruccioli" e "Rai".
Chiunque volesse è liberissimo di segnalarmi le moltissime che mi sono sfuggite, tuttavia direi che come primo campione della qualità del lavoro svolto in questi anni da Claudio Petruccioli al servizio della Rai e degli italiani, possa andare bene.
Dal punto di vista del profilo istituzionale, come si può non condiderare l'alto senso dello stato, della democrazia e delle istituzioni, che dimostra chi, dopo essere stato nominato in pieno governo Berlusconi presidente della commissione di vigilanza, ossia dell'organo parlamentare incaricato di sorvegliare l'operato della Rai a tutela degli interessi dei suoi proprietari, gli italiani, dallo stesso governo viene messo a capo dell'azienda che sorvegliava?
Chi non sente il minimo imbarazzo a passare senza soluzione di continuità dal ruolo di controllore a quello di controllato, come può non avere la fiducia di tutti, governo, opposzione e popolo italiano?
Oltre ad una lunga storia di militanza nel PCI, PDS, DS, ha persino un figliastro che lavora al tg5.
Non c'è dubbio che abbia tutte le carte in regola per ritirare il certificato ISO9000 direttamente dalle mani del principale avversario dello schieramento che, per carità, non si oppone, ma proprio mai..


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