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Frammenti di varia disumanità
Gli ultimi saranno i primi
post pubblicato in Diversamente concordi, il 26 gennaio 2010


Ogni tanto vincere un'elezione riesce perfino a lui, nonostante sia un perditore professionista senza eguali. Il problema però non è Massimo D'Alema, ma il volgo ignorante, incapace di comprenderne le profonde ed innovative idee e strategie politiche e non. Forte dell'apprezzamento di casta, che solo si confà ad un uomo della sua levatura culturale e morale, brillantemente messa in luce dalle intercezzazioni per lo scandalo Unipol, ci auguriamo ripeta e superi i successi ottenuti in questa carica da Francesco Rutelli.
Speriamo che, sotto la sua presidenza, siano rapiti 100 Imam, secretati gli atti di cento inchieste, intercettati illegalmente non migliaia, ma milioni di cittadini, offesi ed insultati non uno, ma cento consulenti onesti delle forze dell'ordine ...

Fonti: Rapimento Abu Omar
         Caso Telecom
         Caso Genchi

Il succo della questione
post pubblicato in Per non piangere, il 21 gennaio 2010


Breva il processo
che finirà
dritto nel cesso
hip hip urrà

MdC


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permalink | inviato da ilbardo.it il 21/1/2010 alle 11:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Imparare i fondamentali
post pubblicato in Consumo civico, il 4 dicembre 2009


Ci sono alcuni risvolti degli argomenti usanti oggi da Massimo Mantellini, nel suo post sulla manifestazione politica indetta per domani a Roma, il "No Berlusconi Day" che suscitano in me una certa perplessità.
Il riferimento, sbagliato, all' "assordante silenzio di Grillo" per esempio. E' vero che il commentatore ha già ripetutamente espresso immotivate ostilità verso il comico genovese, ma si possono davvero bollare questi svarioni continui come pura espressione di pregiudizio? 
Mettiamo il caso, che veramente Beppe Grillo non avesse data la propria adesione alla manifestazione già prima della metà di Novembre, come invece in realtà ha fatto, e che non l'avesse data per le ragioni che sostiene Mantellini: non essendo organizzata da lui non poteva fare la star e quindi la manifestazione non gli interessava.
Mettiamo il caso che la questione stesse proprio in questi termini, sarebbe una cosa importante? Sarebbe un problema? Sarebbe più o meno grave  dello stato di corruzione del Presidente del Consiglio, di tutta la classe politica e di molte delle istituzioni democratiche?
Poi c'è il commento su Antonio Di Pietro e il partito che guida, l'IDV: riferendosi ai molti aderenti alla manifestazione, si dice "hanno immediatamente scatenato gli appetiti di Antonio Di Pietro".
Allora, almeno a me, viene spontaneo chiedere: perchè un partito e un uomo politico, che sempre e da sempre  si sono comportati in aperta ed aspra contestazione ed opposizione politica dell'attuale Presidente del Consiglio, non dovrebbero aderire, persone e simboli, ad una manifestazione politica che ne chiede le dimissioni?
Delle tre argomentazioni utilizzate da Mantellini, l'ultima e la più astrusa è quella che riguarda il PD: "la ragione per cui il PD debba per forza esprimere un parere su una manifestazione nata in rete e organizzata da semplici cittadini un po’ mi sfugge".
Forse perchè i suoi elettori e iscritti vorrebbero il proprio partito finalmente schierato, senza infingimenti e reticenze, contro un certo modo di fare politica, per la trasparenza, la libertà e la giustizia? Forse perchè, per quanto belle e coreografiche le manifestazioni di popolo, non servono a niente, se le istanze che esprimono, non vengono poi portate con metodi e mezzi democratici, dai rappresentanti democratici del popolo nelle sue democratiche istituzioni politiche? Forse perchè una visione del mondo con i cittadini da una parte e i politici dall'altra, senza punti di comunicazione e di contatto non ha nessunissimo senso, almeno in democrazia?

Una tale sequela di non sense può certo spiegarsi con una sequela di pregiudizzi, pessima analisi e scarsa informazione, ma secondo me trova una spiegazione univoca nell'errata comprensione di cosa sia effettivamente Internet e di quale sia il rapporto di questo mezzo di comunicazione con la realtà contemporanea .
(Da pochissimo ho compiuto i miei dieci anni da internauta e quindi mi rifiuto, assolutamente mi rifiuto, di dire ancora che la rete  è nuova. Non lo era nemmeno quando mi ci affacciai io. N.d.A.)
L'articolo si conclude con la prospettiva di Annozero di Michele Santoro, che organizza una protesta politica di milioni di persone e con la frase "E allora addio analisi sociologica sulla penetrazione dei nuovi media".
Si allude alla penetrazione di Internet nella realtà, ma la rete, per quanto mezzo di comunicazione, non è certo assimilabile alla radio, al cinema, alla televisione al telefono, può essere usato come un telefono, come un cinema, come una televisione, come un telefono è interattivo, ma a differenza di cinema, radio e televisione i suoi contenuti non sono definiti da un'industria, ma generati praticamente da sempre, da molto prima della teorizzazione del web 2.0, dagli utenti per gli untenti. E dove vivono questi untenti se non nella società? Dalle proprie esperienze estrapolano contenuti che riversano sul web, dal web accedono a testi, video, audio e immagini, che, come qualsiasi libro, giornale, trasmissione televisiva, film, spettacolo teatrale, ne influenzano l'immaginario, i modi di pensare e di fare. Come la televisione, Internet cambia la realtà, ma molto più dinamicamente e attivamente e velocemente delle televisione, Internet è cambiata dalla realtà. Non c'è da studiare un eventuale grado di penetrazione della Rete nella nostra realtà sociale, ma semmai il crescente grado di comunicazione e interazione tra la società e questo non più nuovo strumento di comunicazione.
Alla luce di questo chiarimento, non ha il minimo senso parlare delle iniziative politiche "della rete" in contrapposizione a quelle "della politica": una buona idea, nasca su un forum, su un social network, alla stazione della metro o, volesse il cielo, in un circolo di partito, può usare ogni mezzo di comunicazione per cercare di diffondersi ed essere compiuta, per essere affinata, accresciuta, migliorata, discussa, elaborata.
Un'eventuale grande successo della manifestazione di domani, non ci direbbe niente di più e niente di meno sulla crescente o decrescente importanza di Internet nella nostra vita, ma ci direbbe di sicuro che il tema delle dimissioni di questo Presidente del Consiglio è percepito di tale importanza dagli italiani, da spingerli ad attivarsi in tutti i modi per esprimere la propria volontà politica.

Coalizione a ripetere
post pubblicato in Diversamente concordi, il 15 novembre 2009


 

Per garantirci altri trent'anni di Governo Berlusconi


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permalink | inviato da ilbardo.it il 15/11/2009 alle 11:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Gemelli diversi
post pubblicato in Diversamente concordi, il 6 luglio 2009


 Qualcuno ricorda come sono andate le elezioni europee ed amministrative, nemmeno un mese fa?
Breve riassuntino: il PDL ha vinto come ci si aspettava, ma meno di quanto ci si aspettasse, il PD ha perso come ci si aspettava, ma meno di come ci si aspettasse, una sconosciuta avvocato di Roma, Debora Serracchiani, ha avuto più preferenze di Silvio Berlusconi nel collegio di Udine, l'IDV ha vinto un pò più di quanto lo stesso DI Pietro osse sperare, ma sempre meno di come farebbe piacere a me, tutti quelli che non si riconoscono in nessuno dei partiti candidati da nessuna parte, compresi astenuti e schede nulle, hanno saldamente in mano la maggioranza assoluta del paese, ma non hanno nessun rappresentante da nessuna parte.
Com'è successo che il PD, che tanto tanto tempo fa era PCI, abbia contenuto la frana? L'ha salvato un ex democristiano, eletto da poco alla segreteria del partito allo scopo di beccarsi tutte le responsabilità della frana. E cosa ha fatto questo ex dcemocristiano per riuscire ad arginare un minimo il disastro? Semplicemente quello che fa Di Pietro più o meno da sempre e che i vari D'Alema, Veltroni, Bersani, Finocchiaro, Fassino e compagnia cantante non si sono mai sognati di fare: l'opposizione. Nememno tutta l'opposizione, un pochino di opposizione, un assaggio per gradire. Così qualche elettore del PD, disorientato da questa sconcertante novità, invece di mandare il partito e il suo imbarazzante establishment definitivamente a pettinare le bambole, come già aveva deciso da tempo, ha sperato che le cose potessero finalmente cambiare, ha sperato in un ex democristiano (roba da far drizzare i capelli a nonno bun'anima), e ha votato.

E adesso? Adesso succede che già da giorni è in corso il congresso del PD. Cosa ci sia da congressare, quando il maggior successo che si riesce ad ottenere è perdere meno del previsto non si sa, ma si congressa e sul sito di La Repubblica, tra le notizie di politica, trovo il seguente titolo:

Già l'idea che un partito politico abbia un "apparato" è fresca più o meno come i baffi della mummia di Lennin e le statue di Stalin, ma che una serie di perditori professionisti come questi, che da quindici anni non fanno che perdere contro Berlusconi e farsi manipolare come i pupi dal puparo nell'omonima opera, rinfacci a Franceschini di aver perso le lezioni è veramente una dimostrazione della più ssoluta indifferenza al sentimento del ridicolo.
Solo sulla sua "indistruttibilità" D'Alema ha assolutamente ragione, la stessa indistruttibilità del presidente del consiglio in carica, uniti allo stesso destino, ognuno rafforza l'altro, ognuno si regge in piedi finchè resiste l'altro.
Bisogna accettare l'evidenza del fatto, che il PD è parte del problema della democrazia in Italia e mai e poi mai potrà essere uno strumento della risoluzione di detto problema.

Tutelare gli abusi della politica dalle proteste dei cittadini
post pubblicato in Mi querela per favore?, il 29 gennaio 2009


"Signor Presidente, lo sa che questa mattina si sta cercando, ancora una volta, di farci lo scherzetto che è stato fatto a Piazza Navona? Credo che in una civile piazza dei cittadini italiani abbiano il diritto di manifestare. Si può non essere d'accordo su quanto abbiamo fatto e su quanto stiamo facendo, ma è un nostro diritto, garantito dalla Costituzione, poter dire che quello che fanno determinate persone non ci convince? Ci possiamo permettere, signor Presidente della Repubblica, di accogliere in questa piazza anche qualcuno di noi che non è d'accordo su alcuni suoi silenzi? Possiamo permettercelo o no? O siamo degli eversori? Siamo dei cittadini normali che ci permettiamo di dire a lei, signor Presidente della Repubblica, che dovrebbe essere l'arbitro, che a volte il suo giudizio ci pare poco da arbitro e poco da terzo. Lo possiamo dire o no? Noi la rispettiamo, abbiamo il senso delle istituzioni, vogliamo essere tranquilli. Oggi, un cittadino ha messo un manifesto, uno striscione, dove senza offendere nessuno dice “Napolitano dorme, l'Italia insorge”. Perché lo hanno sequestrato? Chi ha ordinato di sequestrare questo manifesto? Perché non c'è possibilità di manifestare senza bastoni, senza nulla? Stiamo semplicemente dicendo che non siamo d'accordo sul fatto che si lasci passare il lodo Alfano, che non siamo d'accordo sul fatto che si criminalizzino le persone che fanno il loro dovere, che non siamo d'accordo sull'oblio che hanno le istituzioni nei confronti di questi familiari delle vittime, che non siamo d'accordo nel vedere terroristi che vanno a fare gli insegnanti e informare a loro modo le cose, che fanno i saputoni e poi vediamo le vittime del terrorismo e della mafia che vengono dimenticate e abbandonate a se stesse. Lo possiamo dire o no? Rispettosamente, ma il rispetto è una cosa, il silenzio è un'altra: il silenzio uccide, il silenzio è mafioso, il silenzio è un comportamento mafioso. Ecco perché non vogliamo rimanere in silenzio. "
Queste le parole pronunciate ieri da Antonio Di Pietro nel corso del suo intervento alla manifestazione di Piazza Farnese contro la rimozione dei giudici del Tribunale di Salerno recentemente decisa dal CSM.
Ognuno leggendole può rendersi conto del loro effettivo contenuto e delle mistificazioni in merito, operate tra ieri ed oggi e probabilmente anche nei giorni a venire dalla maggior parte dei nostri media.
Particolarmente interessante il commento del presunto leader del PD Walter Veltroni, che ha definito le parole dell'Onorevole Di Pietro "inaccettabili ed inqualificabili".
Ha inoltre aggiunto: "Il ruolo e le parole del presidente della Repubblica non possono essere messe in discussione né essere oggetto di polemiche politiche strumentali. In un momento difficile per il paese il presidente Napolitano rappresenta un punto di riferimento per l'intero paese, per il suo ruolo di garanzia, per la saggezza e l'equilibrio dei suoi interventi".
E' vero che la carica di Presidente della Repubblica ha una funzione di equilibrio e garanzia, come stabilito dalla Costituzione della Repubblica Italiana, che, allo scopo di esercitare queste funzioni, attribuisce al Presidente della Repubblica specifici compiti e poteri, ma proprio alla luce del dettato costituzionale risultano particolarmente gravi, esorbitanti e anticostituzionali alcuni atti compiuti da questo Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha firmato in poche ore il "lodo Alfano", palesemente incostituzionale e ha compiuto un'indebita e grave ingerenza negli atti d'indagine della Procura della Repubblica di Salerno, che non leva mai una parola di sdegno o di protesta che sia una, contro i gravi strappi costituzionali, che ogni giorno si compino ad opera di questa classe politica tutta, governo, maggiornaza e opposizione.
Il Presidente della Repubblica dovrebbe garantire i cittadini, vigilando sul rispetto della Costituzione, dagli atti esorbitanti del potere politico. E' questo che ha fatto Giorgio Napolitano o non ha fatto piuttosto il contrario, sfruttando la sua figura e la sua carica nello sforzo di tutelare gli abusi del potere politico dalle legittime proteste dei cittadini indignati?
E allora chi difende Walter Veltroni? Una figura realmente al di sopra delle parti oppure il paravento di un potere, che sta progressivamente consumando tutti gli spazi e gli ambiti di democrazia?
La drammatica e dolorosa verità, evidente agli occhi di tutti, è che Giorgio Napolitano, che ricopre una carica fondamentale per la democrazia, che dovrebbe essere l'estremo difensore non di questo o quel partito o del sistema dei partiti o della classe politica, ma dei cittadini e dei loro diritti costituzionali anche contro i partiti e la classe politica, è in realtà un uomo di partito, in particolare un uomo del PD, cui quella carica è stata affidata non in riconoscimento di una sua capacità di ricoprirla, ma nell'ambito di una logica di lottizzazione delle cariche pubbliche.
Un uomo del PD alla Presidenza della Repubblica in cambio dell'occupazione da parte della maggiornaza di tutte le altre cariche e di tutti gli altri incarichi. Un affarone! Sarà una pensata di D'Alema.
Per questo Napolitano non ci può proteggere da questa classe politica e da questi partiti, come sarebbe suo dovere e suo compito, perchè gli appartiene.

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