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Frammenti di varia disumanità
Ad libertatem tua
post pubblicato in Fenomenologia dell'Insipido, il 11 gennaio 2010


da Repubblica.it

Stasera il miracolato del Duomo vedrà Napolitano, ma c'è da chiedersi se il Presidente della Repubblica, tra i fumi della camolilla, riuscirà a vedere lui.
Processo breve
Legittimo impedimento
Immunità parlamentare
Lodo Alfano costituzionale
Sono queste le urgenze del paese vero? Sono queste le urgenze della vostra vita. Mica la casa, il lavoro, il costo della vita, la pensione, l'indennità di disoccupazione, la sanità, la sicurezza...
E di questo si occuperà ora subito, alla ripresa dei lavori, il nostro governo, paudente il Parlamento.
Bersanetor annuncia che il PD non voterà leggi ad personam e meno male, se manterranno il proposito, saranno le prime che non votano.

 

Come il mare
post pubblicato in Dal mio diario, il 29 aprile 2009


Lo so, comincio a ripetermi, ma adoro il mio lavoro, consulente, anche e soprattuto perchè non è mai uguale a se stesso: si cambia cliente, si cambia posto di lavoro, si cambiano attività e progetti, abitudini e... colleghi.
Anche all'interno della stessa società, i gruppi di lavoro si compongono e scompongano, le persone saltano da un cliente all'altro seguendo traiettorie individuali, che solo occasionalmente disegnano il quadro di organigrammi più o meno duraturi, ma sempre e comunque transitori.
Apprezzo immensamente questo andirivieni di colleghi: sono sinceramente convinta che in ogni persona ci sia qualcosa di unico e speciale, che merita di essere conosciuto e non posso che essere felice di avere, proprio tramite il mio lavoro, l'occasione di conoscere continuamente persone nuove.
Quando un collega lascia la società per cui lavoro, questo continua a far parte del grande movimento collettivo tipico dell'ambito professionale che ho scelto, ma è anche comunque e sempre una piccola lacerazione, un piccolo addio.
Oggi, annegando il dispiacere in un bel buffet a base di tramezzini, panini, rustici, pizzette e pasticcini, abbiamo salutato Roberto, che domani farà il suo ultimo giorno con questo gruppo di lavoro e questa società.
Il capoarea, che lo conosce da quasi quattro anni, si è commosso, Stefano è triste, ma è romanista e non lo fa vedere e io, che l'ho incontrato solo a metà dicembre, assieme all'augurio di andare a stare sempre meglio e di esser sempre soddisfatto e contento, gli lascio pure il rammarico di non aver avuto l'occasione di conoscerlo meglio.


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permalink | inviato da ilbardo.it il 29/4/2009 alle 16:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Pirati al largo delle coste di un'economia involuta
post pubblicato in E facciamoci riconoscere, il 19 dicembre 2008


Il lavoro del consulente, oggetto di molte motivate critiche ed altrettato motivate prese in giro, offre però, almeno per me che lo pratico, alcuni interessanti vantaggi.
Quello che io apprezzo di più è che, lavorando sempre presso aziende clienti, ho l'occasione di fare un'esperienza diretta di molti diversi ambienti di lavoro, di diversi metodi di produzione e distribuzionedei più vari prodotti e servizi, di entrare in contatto con la più vasta fauna umana.
Ieri ho visto un tipo incredibile. Per convenzione lo chiamerò Antonio.
Antonio gravitava attorno alla macchinetta del caffè proprio quando ho deciso di fumare una sigaretta. Ha attaccato bottone con un mio collega e tra una boccata e l'altra non solo ho avuto il piacere di contemplarne l'interessantissimo aspetto, ma anche lo straordinario eloquio, che ha avuto per tema esclusivamente le tariffe professionali, come sono basse le tariffe, come erano alte una volta le tariffe, quanto si stava meglio quando erano alte le tariffe. L'accento é indubitalmente pugliese, anche se non saprei dire di che provincia.
Non ho riconosciuto immediatamente Antonio quale il personaggio memorabile che in effetti é, ho provato invece un notevole fastidio per lui, per il suo aspetto da cafone del tacco malamente ripulito, per il suo fisico da stereotipo dell'emigrante italiano in Germania, per il suo monologo a tema fisso e che tema poi. Solo stamattina, cogliendomi senza preavviso e senza ragione il ricordo del fortuito incontro, ho realizzato di aver incontrato un pirata, magari proprio un discendente di uno di quei dalmati o quegli arabi, che nei secoli remoti infestavano con le loro scorrerie le coste della sua terra natia.
Decisamente basso, tarchiato e tondo, con un incipiente principio di quella panza così caratteristica degli uomini del sud, atavicamente attaccati ai più beceri luoghi comuni sulla virilità.
Soprattutto é un pirata per come parla e probabilmente pensa: era meglio quando le tariffe erano alte e si lavorava per brevi periodi, incursioni brevi e grossi bottini insomma, una grossa festa alla consegna del progetto e poi domani si vede.
Un progetto lungo comporta un carico d'impegno e di responsabilità, la capacità di costruire visioni che vadano oltre l'immediatezza, il desiderio di perseguire obbiettivi ulteriori rispetto al mero profitto per la prestazione svolta, molto meglio consulenze spot strapagate, come si facevano nei mitici anni ottanta e poco oltre.
Lavora come freelance e il mio collega mi ha detto che é molto in gamba, grande talento unito a grandi esperienza e competenza.
L'Italia presente mi pare un posto molto adatto ai pirati e forse l'aver incontrato Antonio non costiuisce solo un caso fortuito nella mia vita, ma una specie di annuncio, una curiosa versione della famosa rondine che é vero non fa primavera, ma poco ci manca.


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permalink | inviato da ilbardo.it il 19/12/2008 alle 0:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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