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Frammenti di varia disumanità
Le misure delle donne
post pubblicato in Stereotipo donna, il 15 luglio 2010


 Diventa sempre più difficile, ogni giorno che passa, parlare della discriminazione delle donne in Italia ed essere presi sul serio, soprattutto dagli uomini.
Il numero sempre crescente di bellissime ragazze che compaiono in televsione, pagate chi sa quanto solo per sorridere e sculettare seminude, il ministro delle pari opportunita che ha come principale voce in curriculum un passato da "maia desnuda", il numero crescente di candidate a tutte le cariche e gli incarichi nazionali e locali sempre più giovani e sempre più avvenenti, è normale che tutto questo induca sempre più uomini, e purtroppo anche molte donne, a pensare che la vita per una donna in Italia oggi sia molto più facile che per un uomo.
In fondo cosa è chiesto ad una donna per raggiungere l'olimpo della politica e del potere? E' chiesto solo di essere bella e compiacente, bella e morbida, bella ed accogliente.
Che culo che hanno queste donne, a poter fare carriera basandosi solo sul proprio corpo e non mi vengano a dire che darla un pò qua e un pò la, a chi la chiede, sia questo grande sacrificio: il sesso piace a tutti no?
Proprio perchè il contensto è questo, non mi meraviglio se all'intervista di Federica Gagliardi al programma radiofonico "La zanzara", la maggior parte dei commenti che ho racconto in giro siano stati sul genere "chi sa quanti vorrebbero essere al suo posto".
Nessuno però si domanda quale sia esattamente il posto della piccola Federica in questa vicenda, nella delegazione per il G20, nella società italiana di oggi. E non facciamo commenti volgari e scemi per favore.
Molti, uomini e donne, vedono come un in più, come un vantaggio, come una maggiore possibilità questa che oggi le donne hanno in Italia, di potersi basare sul corpo e sul sesso per ottenere quello che vogliono e/o occorre loro, mentre in raltà non di vantaggio si tratta ma di handicap e diminuzione.
Se è vero infatti che le donne, a differenza degli uomini, possono usare l'arma della bellezza e del sesso, ciò avviene perchè oggi più che mai tutto il potere è saldamente tenuto dalle mani di uomini, di uomini anziani aggiungerei.
Il tipo di rapporto che si instaura non è mai tra pari, non è nemmeno un triviale scambio merci, ma è  un rapporto di acquisto, è il rapporto tra il compratore, che ha tutto il potere, e la cosa comprata, che non può che subire l'acquisto.
Dolorosamente e bene lo sanno tutte quelle donne, non tutte racchie, come il maschilismo fin ora illustrato tenderebbe a pensare, che cercano di percorrere una strada basata sugli altri loro talenti e dolorosamente scoprono  che qualsisi altra strada, se non addirittura preclusa, è almeno cento e cento volte più difficoltosa di quanto lo sarà mai per qualsisi uomo.
Questo cerco di spiegare, soprattutto agli uomini, soprattutto giovani, che mentre c'è il massimo dell'intresse per le misure del corpo femminile, le classiche 90 60 90, nessun interesse suscitano cose come la misura del Q.I, per esempio, o quella del redimento professionale o dello stipendio delle donne, mediamente della metà di quello di un uomo della stessa età a parità di formazione e mansioni svolte.
Questo cerco di raccontare, come oggi per tutte le donne in Italia il riconoscimento dei più elementari diritti non sia un fatto assodato, ma una conquista frutto di una quotidina e faticosa lotta.
Cerco di spiegare e raccontare tutti i giorni, ma ogni tanto mi esaspero. Così una volta che dopo molte spiegazioni, un mio collega molto dolce e gentile, ma forse troppo troppo giovane, mi chiese per la cinquantesima volta perchè mi ostinassi a dire che le donne in Italia sono discriminate, sbottai dicendo "perchè io guadagno quanto te che non sai e non capisci un cazzo"

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