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Frammenti di varia disumanità
Tika Blu - Piazza Tscololo - Roma
post pubblicato in croce nera, il 24 maggio 2010


Oh finalmente ha aperto un Tika Blu anche a Roma, per la precisione a Piazza Tuscolo. Ora possiamo anche chiuderlo.
Sabato scorso dovevo andare a cena da un mio amico e volevo portare qualcosa di dolce e un vino da accompagnarvi. Vado in questa cioccolateria, che ha un marchio famosissimo e appartiene ad una catena famosissima(http://www.gustissimo.es/) e compro una scatola di mini macarones.
Non ricordo esattamente quanto pesassero, ma erano certamente meno di una trentina e li ho portati via per la modica cifra di trenta euro (30!!).
Che vuoi che sia! Les macarones sono una specialità, sono buonissimi, è una cosa così rara e speciale degustare cose buone con gli amici e mica ti metti a tirchieggiare.
Il macaron è una specialità francese, si preparano due meringhe con albume d'uovo, zucchero a velo e farina di mandorle e si guarniscono al centro con la creme ganache. Quando è fatto a regola d'arte ed è abbastanza fresco, il macaron è asciutto e liscio, a contatto con la bocca, ancor prima di masticare, la meringa si dissolve, spargendo il caratteristico aroma di mandorle, prima di assaporare la dolcissima ed impalpabile crema al cioccolato.
Conscia di tutto ciò e pregustando il momento dell'assaggio, me ne vado tutta baldanzosa dagli amici, ignara della figuraccia che sto per fare: i dolci erano secchi e duri, la crema solida come la nutella dopo una notte di frigo!!!
Ho ripensato alla gentile signora bionda che mi ha servito con un qualche istinto omicida: dovevo chiedere un assaggio? Non poteva semplicemente dirmi: "guardi non sono freschi, le propongo quest'altra cosa?"
Mi ha guardata ed ha pensato che non fossi  in grado di distinguere tra un dolcetto da poco sfornato e una pedina della dama? Ha pensato che andassi a cena in una casa di buzurri privi di buon gusto?
"Croce nera" è un'espressione che usava mio padre quand'ero bambina e, dopo aver provato un nuovo ristorante, non era soddisfatto del cibo o del servizio o di entrambi. Era un modo per dirmi: non aspettarti che ti porti qui mai più. Mio padre mi ha insegnato che il mio denaro è buono come quello di qualsiasi altro e anzi di più, perchè a differenza di altri io lo guadagno con lavoro e con fatica. Mi ha insegnato a non fare mai storie sul prezzo, ma a pretendere sempre il massimo e a non accontentarmi mai, ad affinare il mio gusto e le mie aspettative.
Ricordando tutto questo, ho pensato che forse un omicidio non era una soluzione, ma far girare la mia esperieza a vantaggio di chi volesse leggerla si.


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permalink | inviato da ilbardo.it il 24/5/2010 alle 13:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
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