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Frammenti di varia disumanità
Vuolsi così colà dove si puote
post pubblicato in Vocabolario minimo, il 24 settembre 2009


(AGI) - Roma, 23 set. - "Ho contabilizzato un numero infinito di pronunciamenti dell'Anm: i magistrati hanno diritto di esprimersi, ma la Costituzione dice che sono soggetti solo alla legge e la legge la fa il Parlamento".
Queste parole sono state pronunciate ieri dal Ministro della Giustizia Alfano, in risposta ad un pronunciamento dell’associazione nazionale magistrati relativo al c.d. “scudo fiscale”, approvato ieri mattina dal Senato e in attesa di approvazione alla Camera.
Si tratta in sostanza di un condono per tasse non pagate, secondo una prassi consolidata di questo governo e dei precedenti governi Berlusconi, accompagnato stavolta anche da un’amnistia per i reati connessi con l’esportazione all’estero di capitali.
Nel suo pronunciamento, l’Anm sottolineava come continui provvedimenti di indulto e amnistia non giovino al corretto funzionamento dell’ordinamento, minino la fiducia dei cittadini nella giustizia, mettano in discussione la sostanza del principio generale della certezza della pena.
Da Castelli in avanti, ma anche un po’ dietro, ci siamo abituati ad avere ministri della giustizia non particolarmente ferrati in materia di diritto e Costituzione.
Certo non suscita meraviglia che proprio colui che ha dato il nome al famoso “lodo”, non comprenda a pieno il principio della separazione dei poteri e dei limiti dell’esercizio del potere in un ordinamento costituzionale, quindi non ce ne vorrà il ministro, se oggi cerchiamo di spiegarglielo.
Il fatto che  “i magistrati sono soggetti solo alla legge” (articolo 101 della Costituzione della Repubblica italiana) e le leggi le fa il Parlamento, non vuol dire che le camere dei rappresentati eletti del popolo abbiano il potere di legiferare in qualsiasi modo, senza rendere conto a nulla o a nessuno.
In particolare, è comprensibile che il ministro Alfano non lo sappia e non lo comprenda, le leggi vengono emanate nel contesto di uno stato costituzionale, nella cornice dei principi e delle regole fissati dalla costituzione. Far presente che una data norma o certo tipo di norme o la reiterazione di alcune tipologie di provvedimenti contrasta con i principi generali ed inviolabili del nostro ordinamento, non consiste solo in un generico “diritto di dire la propria” di cui godrebbero i magistrati in quanto cittadini, ma costituisce un dovere della magistratura, in quanto funzione fondamentale dello stato esercitata, sempre secondo la Costituzione, in nome del popolo sovrano e nel suo esclusivo interesse.
Non è certo nell’interesse della collettività un’idea diffusa di irrilevanza delle norme civili e penali, la percezione diffusa del non dover rispettare gli obblighi reciproci tra cittadini e dei cittadini verso lo stato.
Un Parlamento che legiferi a questo scopo o con questo effetto travalica senza il minimo dubbio i limiti del suo mandato e non può certo permettersi di respingere le legittime critiche di altre funzioni pubbliche, protestando un’autonomia che per primo ha violato.

Professione reporter
post pubblicato in Vocabolario minimo, il 15 luglio 2009


Dalla home page di Repubblica.it di poche ore fa:



Cos'è un test ? Una sciarada? Un codice criptato? Che vinco se indovino?

E hanno ragione! Vuoi mettere le Ford con le Volvo?

Riequilibratura e pulizia del carburatore
post pubblicato in Vocabolario minimo, il 15 aprile 2009


E' necessario ed urgente ripristinare un vocabolario minimo, un elenco dei lemmi usati dagli uomini politici (alcuni), dai giornalisti (alcuni altri), dai Presidenti (un pò tutti), dai Direttori Generali (un pò tutti gli altri) e da tutti gli esponenti  ed i lacchè del Potere e dei poteri di questa che è stata, per un tratto troppo breve, una democrazia.
E' necessario ed urgente chiarire di ogni parola usata il vero significato, perchè man mano che il regime, già in atto, va avanti e si consolida, non solo fa strage di libertà e di diritti, ma fa strage di parole. Come nell'orwelliano "1984", le parole perdono il loro senso e ne acquistano uno nuovo, così che a pronunciarle a nessuno possa anche solo venire in mente il loro originale significato e valore, così che chi sente che un altro mondo è possibile non abbia più parole per esprimerlo.
Per questo il Ministero della Verità diventa il Miniver o un latitante diventa un esule.
Per inaugurare il vocabolario, voglio esaminare l'espressione "riequilibri informativi", contenuta in una lettera inviata dal Direttore Generale della Rai Mauro Masi al giornalista Michele Santoro in conseguenza di una riunione svoltasi oggi ed avente per oggetto la puntata di giovedì scorso, 9 Aprile, di Annozero, il porgrmma diretto da Santoro.
In una serie di servizi andati in onda durante il programama, è stato messo in luce come l'intervento della protezione civile in soccorso delle vittime del terremoto che la domenica precedente aveva colpito la provincia de L'Aquila, sia stato tardivo e inadeguato, privo di coordinamento e pianificazione, portato avanti con mezzi insufficienti, come i ripetuti allarmi causati dal susseguirsi di scosse di terremoto sempre più gravi, cominciate lo scorso gennaio, siano stati sistematicamente ignorati da tutte le autorità preposte alla sicurezza dei cittadini, come la vergognosa speculazione edilizia abbia causato più danni del terremoto stesso, come nella provincia e presumibilmente in tutta Italia, le norme antisismiche siano costantemente inapplicate.
Circa queste denunce c'è una sola domanda che abbia senso porsi: sono vere o sono false?
Se sono vere, l'unica parola in cui ha senso tradurre i "correttivi informativi" richiesti da Masi è BUGIE.
La verità non piace, non è seducente, non è elettorale, così Annozero deve allinearsi e raccontare le stesse bugie che hanno raccontato tutti gli altri, le bugie sui soccorsi più veloci del mondo, sull'eroica protezione civile, sul Presidente del Consiglio che bacia le vedove e gli orfani e mette a disposizione degli sfollati "le sue case" (basterebbe il megavillone abusivo in Sardegna con tanto di finto vulcano, anfiteatro romano e grotta di Diabolik per ospitarli tutti), perchè le bugie si che sono seducenti ed elettorali.
Tanto a chi importa se alla prossima scossetta che chiamiamo "terremoto", al prossimo straripamento che chiamiamo "esondazione", alla prossima pioggerella che chiamiamo "alluvione", moriranno ancora trecento, quattrocento, cinquecento persone?
Accorreranno come questa volta i soliti scrivani prezzolati, i soliti vesponi indignati un tanto al chilo, a prendersela col destino cinico e baro e a  magnificare i mirabolanti interventi del maschio ed eroico governo, Presidente in testa.

Fonti:
La Repubblica
Il Corriere della Sera
La puntata di Annozero del 9 Aprile 2009

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