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Frammenti di varia disumanità
Il nuovo leader della sinistra
post pubblicato in Chi sperando vive, il 2 febbraio 2009


 « [Gli immigrati n.d.R.] Danno un contributo fondamentale in settori centrali del nostro sistema produttivo. Non possiamo permetterci in alcun modo di tollerare forme anche velate di discriminazione».

Gianfranco Fini

La divisione nella politica italiana tra denstra e sinistra non è recente, ma risale, almeno formalmente, ai primi decenni successivi all'unità d'Italia. I primi riferimenti politici di questi due schieramenti sono stati, per la destra storica Camillo Benso Conte di Cavùr e per la sinistra storica Agostino Depretis, entrambi in periodi successivi capi del Governo dell'Italia unita e morachica.
La divisione non era, come pare sia diventata oggi, tra "fascisti" e "comunisti", ma tra liberali moderati tradizionalisti e liberali progressisti.
Cosa accomuna o dovrebbe accumunare i liberali di ogni stato ed ogni epoca? Almeno da quando questa parola è nata, pochi semplici fondamentali valori: l'uguaglianza di tutti gli uomini davanti alla legge, la necessità della divisione dei poteri, la necessità di sistemi di controllo che bilancino l'esercizio del potere, il riconoscimento dei diritti e delle  libertà fondamentali.

Certe cose non cambiano mai, altre magari si
post pubblicato in Chi sperando vive, il 1 novembre 2008


 Aumentano e si arricchiscono di dettagli le informazioni disponibili circa la vicenda di mercoledì scorso a Piazza Navona, Roma.
Durante una manifestazione di studenti delle medie superiori contro l'ultimo decreto sulla scuola, approvato con la legge 133/2008, ci sono stati scontri violenti tra studenti universitari e altri giovani, che si distinguevano per il tricolore dipinto sulle spranghe.
Allo stato presente, risulta che detti giovani si siano fatti largo dal fondo del corteo, picchiando con le cinte dei pantaloni e prendendo a calci chiunque gli si parasse davanti. La polizia che presiedeva la piazza non è intervenuta, nonostante professori e studenti pregassero gli agenti di difendere i compagni aggrediti.
Alcuni dei giovani aggressori comunicavano tramite radio con adulti poco lontani e non meglio identificati.
Arrivati alla testa del corteo, i giovani aggressori hanno trovato ad attenderli un furgoncino, da cui sono venute fuori le spranghe verdi, bianche e rosse, usate per fronteggiare numerosi studenti universitari intanto sopraggiunti.
Questo allo stato della documentazione filmata, fotografica e testimoniata attualmente disponibile.
Che tutto questo sia avvenuto all'indomani della ormai famosa intervista di Francesco Cossiga, quella del "come abbiamo sempre fatto", costituisce una coincidenza straordionaria, comica e drammatica insieme, da sbellicarsi e scoppiare in lacrime in un solo momento.
Perchè la polizia non è intevenuta al verificarsi dei primi atti violenti, difendendo gli aggrediti, chiunque essi fossero, dagli aggressori, chiunque essi fossero? Chi erano i rispettabili signori muniti di radio? Come ha fatto il furgoncino ad arrivare dentro la piazza?
Se venissero verificate le ipotesi che tutti facciamo, alla luce delle dichiarazioni dell'ex Presidente della Repubblica, non ci resterebbe che ammettere che nulla di nuovo brilla sotto il sole e che quello che, per ammissione stessa di un uomo che negli anni '70 ricopriva le più importanti cariche istituzionali, si faceva trenta anni fa si fa oggi.
Una sola cosa è cambiata enormemente: la tecnologia, la sua diffusione e la disponibilità delle persone ad usarla.
Sono bastate meno di ventiquattro ore, per mettere in crisi la versione della polizia e del governo, meno di ventiquattro ore per far rimbalzare i filmati e le foto da un capo all'altro di Internet.
Se il governo tradisce la democrazia, le le forze dell'ordine tradiscono la Costituzione e la legge, se i giornali e i giornalisti, per fortuna non tutti, tradiscono la causa della verità, ai cittadini non resta che contare su se stessi e sulla propria incredibile capacità di documentare e far circolare le informazioni.

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