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Frammenti di varia disumanità
Gli ultimi saranno i primi
post pubblicato in Diversamente concordi, il 26 gennaio 2010


Ogni tanto vincere un'elezione riesce perfino a lui, nonostante sia un perditore professionista senza eguali. Il problema però non è Massimo D'Alema, ma il volgo ignorante, incapace di comprenderne le profonde ed innovative idee e strategie politiche e non. Forte dell'apprezzamento di casta, che solo si confà ad un uomo della sua levatura culturale e morale, brillantemente messa in luce dalle intercezzazioni per lo scandalo Unipol, ci auguriamo ripeta e superi i successi ottenuti in questa carica da Francesco Rutelli.
Speriamo che, sotto la sua presidenza, siano rapiti 100 Imam, secretati gli atti di cento inchieste, intercettati illegalmente non migliaia, ma milioni di cittadini, offesi ed insultati non uno, ma cento consulenti onesti delle forze dell'ordine ...

Fonti: Rapimento Abu Omar
         Caso Telecom
         Caso Genchi

Coalizione a ripetere
post pubblicato in Diversamente concordi, il 15 novembre 2009


 

Per garantirci altri trent'anni di Governo Berlusconi


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permalink | inviato da ilbardo.it il 15/11/2009 alle 11:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Gemelli diversi
post pubblicato in Diversamente concordi, il 6 luglio 2009


 Qualcuno ricorda come sono andate le elezioni europee ed amministrative, nemmeno un mese fa?
Breve riassuntino: il PDL ha vinto come ci si aspettava, ma meno di quanto ci si aspettasse, il PD ha perso come ci si aspettava, ma meno di come ci si aspettasse, una sconosciuta avvocato di Roma, Debora Serracchiani, ha avuto più preferenze di Silvio Berlusconi nel collegio di Udine, l'IDV ha vinto un pò più di quanto lo stesso DI Pietro osse sperare, ma sempre meno di come farebbe piacere a me, tutti quelli che non si riconoscono in nessuno dei partiti candidati da nessuna parte, compresi astenuti e schede nulle, hanno saldamente in mano la maggioranza assoluta del paese, ma non hanno nessun rappresentante da nessuna parte.
Com'è successo che il PD, che tanto tanto tempo fa era PCI, abbia contenuto la frana? L'ha salvato un ex democristiano, eletto da poco alla segreteria del partito allo scopo di beccarsi tutte le responsabilità della frana. E cosa ha fatto questo ex dcemocristiano per riuscire ad arginare un minimo il disastro? Semplicemente quello che fa Di Pietro più o meno da sempre e che i vari D'Alema, Veltroni, Bersani, Finocchiaro, Fassino e compagnia cantante non si sono mai sognati di fare: l'opposizione. Nememno tutta l'opposizione, un pochino di opposizione, un assaggio per gradire. Così qualche elettore del PD, disorientato da questa sconcertante novità, invece di mandare il partito e il suo imbarazzante establishment definitivamente a pettinare le bambole, come già aveva deciso da tempo, ha sperato che le cose potessero finalmente cambiare, ha sperato in un ex democristiano (roba da far drizzare i capelli a nonno bun'anima), e ha votato.

E adesso? Adesso succede che già da giorni è in corso il congresso del PD. Cosa ci sia da congressare, quando il maggior successo che si riesce ad ottenere è perdere meno del previsto non si sa, ma si congressa e sul sito di La Repubblica, tra le notizie di politica, trovo il seguente titolo:

Già l'idea che un partito politico abbia un "apparato" è fresca più o meno come i baffi della mummia di Lennin e le statue di Stalin, ma che una serie di perditori professionisti come questi, che da quindici anni non fanno che perdere contro Berlusconi e farsi manipolare come i pupi dal puparo nell'omonima opera, rinfacci a Franceschini di aver perso le lezioni è veramente una dimostrazione della più ssoluta indifferenza al sentimento del ridicolo.
Solo sulla sua "indistruttibilità" D'Alema ha assolutamente ragione, la stessa indistruttibilità del presidente del consiglio in carica, uniti allo stesso destino, ognuno rafforza l'altro, ognuno si regge in piedi finchè resiste l'altro.
Bisogna accettare l'evidenza del fatto, che il PD è parte del problema della democrazia in Italia e mai e poi mai potrà essere uno strumento della risoluzione di detto problema.

Lavare la testa agli asini
post pubblicato in Diversamente concordi, il 20 ottobre 2008


La sattimana scorsa, sabato 11 ottobre, ho trascorso l'intera giornata libera come volontaria ad un banchetto dell'Italia dei Valori a Roma, Piazza Navona,  per raccogliere le firme per indire referendum abrogrativo del Lodo Alfano.
L'ho fatto volentieri, l'ho fatto per il piacere di dare il mio contributo ad una causa che ritengo giusta, per collaborare ad un impegno che ritengo importante per la democrazia.
L'ho fatto con gioia anche se, a differenza dell'otto luglio scorso, stessa piazza, non mi è piaciuto particolarmente quello che si è avvicendato sul palco: è stata una manifestazione epurata da Beppe Grillo, di cui si è potuto vedere solo un vecchio video, da Marco Travaglio, da Andrea Camilleri e da Sabina Guzzanti.
Ossia tutte le figure su cui, dopo l'otto luglio, si erano appuntate le critiche della stampa, del governo e degli alleati dell'opposizione.
Quando Antonio Di Pietro è salito sul palco, ha ritenuto di ribadire più e più volte il saldo legame che univa il partito con il PD, nonostante esattamente come a luglio il PD non stesse facendo nessuna concreta opposizione all'attività di governo, un'assenza di opposizione che va avanti dall' aprile scorso senza soluzione di continuità.
Sarò mal pensante io, ma mi è sembrata una forma di autocensura, nel disperato tentativo di evitare le polemiche e gli attacchi seguiti alla manifestazione precedente.
Un' autocensura che mi ha fatto male, perchè mi ha dimostrato che le intimidazioni e le minacce possono fare presa anche su un uomo molto più politico, popolare e amato di me.
Un' autocensura che mi ha fatto male, perchè sapevo che era inutile e che comunque ci sarebbero state conseguenze, censure, minacce e bugie.
L'altra sera Walter Veltroni, leader del PD, era in televisione, l'unico vero luogo dove da quindici o vent'anni si esercita realmente la politica in Italia, e faceva sapere che non è vero, non c'è nessuna alleanza tra L'Italia dei Valori e il Partito Democratico.
E allora a che è servito censurarsi in quel modo?
Il problema, anche se fin ora non si è detto, era evidente da sempre: Il Partito Democratico non vuole fare opposizione al governo e non vuole che nessun altro la faccia.
Cercare compromessi è inutile, perchè Veltroni, D'Alema & company non possono e non vogliono essere una soluzione ai problemi dell'Italia, ma solo un'altro problema.

Certificazioni di qualità
post pubblicato in Diversamente concordi, il 25 settembre 2008


"Il lavoro di Petruccioli è stato molto buono", ha dichiarato Walter Veltroni l'altro giorno, il 22 settembre, sugli schermi di Sky TG24, continuando "... e se vi è la disponibilità del centrodestra a rieleggerlo, per noi va bene". Ha inoltre definito questo signore di sessantasette anni, dal 2005 Presidente della Rai, "figura istituzionale".
Vorrei proporre un elenco di cose avvenute nell'azienda pubblica Rai da quando questa persona di così alto profilo istituzionale ne è diventata presidente e negli anni precedenti, ossia dal 2001 al 2005, quando era Presidente della Commissione Parlamentare di Vigilanza sulla Rai:
Nel 2002, in seguito a dichiarazioni del già allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, Santoro, Biagi e Luttazzi vengono esclusi dalle collaborazoni con la Rai.
Nel 2003 viene chiuso il programma satirico di Sabina Guzzanti "Raiot" dopo una sola puntata, colpevole di aver informato i telespettatori su alcune leggi effettivamente in quel periodo approvate dal Parlamento italiano.
Nello stesso anno viene impedito a Paolo Rossi di recitare a "Domenica In" un brano tratto da un'opera di Tucidide, perchè suggeriva agli italiani che forse il metodo dell'Atene antica era migliore di quello della Roma moderna.
Nel marzo del 2007 tuona "Via i reality dalla Rai" ed infatti nel 2008 abbiamo riavuto l'isola dei famosi, ma anche La Talpa e abbiamo aggiunto X Factor.
Nel maggio del 2008 Michele Santoro, nel programma di approfondimento giornalistico AnnoZero, racconta della manifestazione politica organizzata da Beppe Grillo il 25 aprile. Petruccioli redarguisce Santoro e si scusa a nome suo, perchè si è permesso di dare una notizia.
Nel giugno del 2008 Fabio Fazio invita Marco Travaglio a "Che Tempo che fa", Travaglio riferisce alcuni fatti della biografia del neoeletto alla Presidenza del Senato Schifani, fatti riferiti già da tempo da libri e giornali, Fazio è costretto alle pubbliche scuse per aver osato invitare un giornalista che ha raccontato un fatto.
Sono le prime cose che mi sono tornate in mente, le prime che saltano agli occhi di chiunque faccia una banale ricerca su Internet con le chiavi "Petruccioli" e "Rai".
Chiunque volesse è liberissimo di segnalarmi le moltissime che mi sono sfuggite, tuttavia direi che come primo campione della qualità del lavoro svolto in questi anni da Claudio Petruccioli al servizio della Rai e degli italiani, possa andare bene.
Dal punto di vista del profilo istituzionale, come si può non condiderare l'alto senso dello stato, della democrazia e delle istituzioni, che dimostra chi, dopo essere stato nominato in pieno governo Berlusconi presidente della commissione di vigilanza, ossia dell'organo parlamentare incaricato di sorvegliare l'operato della Rai a tutela degli interessi dei suoi proprietari, gli italiani, dallo stesso governo viene messo a capo dell'azienda che sorvegliava?
Chi non sente il minimo imbarazzo a passare senza soluzione di continuità dal ruolo di controllore a quello di controllato, come può non avere la fiducia di tutti, governo, opposzione e popolo italiano?
Oltre ad una lunga storia di militanza nel PCI, PDS, DS, ha persino un figliastro che lavora al tg5.
Non c'è dubbio che abbia tutte le carte in regola per ritirare il certificato ISO9000 direttamente dalle mani del principale avversario dello schieramento che, per carità, non si oppone, ma proprio mai..


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