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Frammenti di varia disumanità
Cause ed effetti
post pubblicato in Mi querela per favore?, il 10 novembre 2009


da Repubblica.it

Giovanardi? Onorevole perchè cretino


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permalink | inviato da ilbardo.it il 10/11/2009 alle 13:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
10 Domande a Silvio Berlusconi
post pubblicato in Mi querela per favore?, il 31 agosto 2009


Sebbene io abbia perfetta coscienza del fatto che La Repubblica è La Replubblica, mentre io non conto un bruscolino, voglio ripubblicare le "10 domande", pubblicate a giugno da La Repubblica e a cui il Presidente del Consiglio, concessionario di frequenze pubbliche all'1% del profitto, anzichè rispondere, ha intentato causa per diffamazione.
Ovviamente la visibilità che queste domande possono avere sul mio blog è niente, rispetto a quella che hanno già avuto su La Repubblica, ma voglio comunque associarmi alla causa, sia legale che morale, di Ezio Mauro e di Giuseppe D'Avanzo, perchè, quando un gironalista fa domande, non le fa per se, ma le fa per mio conto e nel mio interesse. Le fa per conto e nell'interesse dei cittadini, le fanno in realtà i cittadini stessi, solo che se scrivono anche in un milione a casa Berlusconi nessuno lo sa, mentre se le domande vengono pubblicate su un giornale di grande tiratura lo sanno tutti.
Questo almeno nella mia visione ideale del rapporto tra informazione e potere. Certo, detta visione prevederebbe pure che Ezio Mauro e tutti i fidi redattori e collaboratori di La Repubblica, trovassero anche qualche risposta, perchè io vorrei sapere da loro, in quanto "cani da guardia del potere", tutte le cose che il potere non vuole che sappia e che è nel mio interesse sapere, ma prima di "chiedere la luna", mi sembra urgente dare il mio piccolo contributo per cercare di evitare che vengano spente le stelle.

1. Come e quando ha conosciuto il padre di Noemi Letizia?
2. Quante volte ha incontrato il padre di Noemi Letizia e dove?
3. Come descriverebbe le ragione della sua amicizia col padre di Noemi Letizia?
4. Come mai ha discusso delle candidature col padre di Noemi Letizia, anche se costui non è nemmeno iscritto al PDL?
5. Come e quando ha conosciuto Noemi Letizia?
6. Quante volte ha incontrato Noemi Letizia e dove?
7. Lei si occupa di Noemi e del suo futuro e sostiene economicamente la sua famiglia?
8. E' vero che lei ha promesso a Noemi di favorire la sua carriera nello spettacolo o in politica?
9. Ci sono altre minorenni che lei incontra o ha incontrato?
10 . Quali sono le sue condizioni di salute?

Citare Manzoni
post pubblicato in Mi querela per favore?, il 20 luglio 2009


Dalla home page di Repubblica.it:

Peccato che già l'articolo 689 del Codice Penale, credo fin dai tempi dell'approvazione durante il fascismo, sancisca quanto segue:
 "Somministrazione di bevande alcooliche a minori o a infermi di mente.
L'esercente un'osteria o un altro pubblico spazio di cibi o di bevande, il quale somministra, in un luogo pubblico o aperto al pubblico, bevande alcooliche a un minore degli anni sedici, o a persona che appaia affetta da malattia di mente, o che si trovi in manifeste condizioni di deficienza psichica a causa di un'altra infermità, è punito con l'arresto fino a un anno. Se dal fatto deriva l'ubriachezza, la pena è aumentata. La condanna importa la sospensione dall'esercizio."
Cosa vuole fare il sindaco Moratti? Una performance artistica surrealista, per richiamare  l'attenzione di noi tutti sui pericoli dell'uso degli alcolici nei più giovani? Dimostrarci che ignora completamene le leggi dello stato italiano? Emanare l'ennesima grida di manzoniana memoria, per dimostrarci che è una donna irresistibilmente colta? Come altri più in gamba di me dicevano di un'altro più potente di lei, soprattutto colta sul fatto.

Tutelare gli abusi della politica dalle proteste dei cittadini
post pubblicato in Mi querela per favore?, il 29 gennaio 2009


"Signor Presidente, lo sa che questa mattina si sta cercando, ancora una volta, di farci lo scherzetto che è stato fatto a Piazza Navona? Credo che in una civile piazza dei cittadini italiani abbiano il diritto di manifestare. Si può non essere d'accordo su quanto abbiamo fatto e su quanto stiamo facendo, ma è un nostro diritto, garantito dalla Costituzione, poter dire che quello che fanno determinate persone non ci convince? Ci possiamo permettere, signor Presidente della Repubblica, di accogliere in questa piazza anche qualcuno di noi che non è d'accordo su alcuni suoi silenzi? Possiamo permettercelo o no? O siamo degli eversori? Siamo dei cittadini normali che ci permettiamo di dire a lei, signor Presidente della Repubblica, che dovrebbe essere l'arbitro, che a volte il suo giudizio ci pare poco da arbitro e poco da terzo. Lo possiamo dire o no? Noi la rispettiamo, abbiamo il senso delle istituzioni, vogliamo essere tranquilli. Oggi, un cittadino ha messo un manifesto, uno striscione, dove senza offendere nessuno dice “Napolitano dorme, l'Italia insorge”. Perché lo hanno sequestrato? Chi ha ordinato di sequestrare questo manifesto? Perché non c'è possibilità di manifestare senza bastoni, senza nulla? Stiamo semplicemente dicendo che non siamo d'accordo sul fatto che si lasci passare il lodo Alfano, che non siamo d'accordo sul fatto che si criminalizzino le persone che fanno il loro dovere, che non siamo d'accordo sull'oblio che hanno le istituzioni nei confronti di questi familiari delle vittime, che non siamo d'accordo nel vedere terroristi che vanno a fare gli insegnanti e informare a loro modo le cose, che fanno i saputoni e poi vediamo le vittime del terrorismo e della mafia che vengono dimenticate e abbandonate a se stesse. Lo possiamo dire o no? Rispettosamente, ma il rispetto è una cosa, il silenzio è un'altra: il silenzio uccide, il silenzio è mafioso, il silenzio è un comportamento mafioso. Ecco perché non vogliamo rimanere in silenzio. "
Queste le parole pronunciate ieri da Antonio Di Pietro nel corso del suo intervento alla manifestazione di Piazza Farnese contro la rimozione dei giudici del Tribunale di Salerno recentemente decisa dal CSM.
Ognuno leggendole può rendersi conto del loro effettivo contenuto e delle mistificazioni in merito, operate tra ieri ed oggi e probabilmente anche nei giorni a venire dalla maggior parte dei nostri media.
Particolarmente interessante il commento del presunto leader del PD Walter Veltroni, che ha definito le parole dell'Onorevole Di Pietro "inaccettabili ed inqualificabili".
Ha inoltre aggiunto: "Il ruolo e le parole del presidente della Repubblica non possono essere messe in discussione né essere oggetto di polemiche politiche strumentali. In un momento difficile per il paese il presidente Napolitano rappresenta un punto di riferimento per l'intero paese, per il suo ruolo di garanzia, per la saggezza e l'equilibrio dei suoi interventi".
E' vero che la carica di Presidente della Repubblica ha una funzione di equilibrio e garanzia, come stabilito dalla Costituzione della Repubblica Italiana, che, allo scopo di esercitare queste funzioni, attribuisce al Presidente della Repubblica specifici compiti e poteri, ma proprio alla luce del dettato costituzionale risultano particolarmente gravi, esorbitanti e anticostituzionali alcuni atti compiuti da questo Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha firmato in poche ore il "lodo Alfano", palesemente incostituzionale e ha compiuto un'indebita e grave ingerenza negli atti d'indagine della Procura della Repubblica di Salerno, che non leva mai una parola di sdegno o di protesta che sia una, contro i gravi strappi costituzionali, che ogni giorno si compino ad opera di questa classe politica tutta, governo, maggiornaza e opposizione.
Il Presidente della Repubblica dovrebbe garantire i cittadini, vigilando sul rispetto della Costituzione, dagli atti esorbitanti del potere politico. E' questo che ha fatto Giorgio Napolitano o non ha fatto piuttosto il contrario, sfruttando la sua figura e la sua carica nello sforzo di tutelare gli abusi del potere politico dalle legittime proteste dei cittadini indignati?
E allora chi difende Walter Veltroni? Una figura realmente al di sopra delle parti oppure il paravento di un potere, che sta progressivamente consumando tutti gli spazi e gli ambiti di democrazia?
La drammatica e dolorosa verità, evidente agli occhi di tutti, è che Giorgio Napolitano, che ricopre una carica fondamentale per la democrazia, che dovrebbe essere l'estremo difensore non di questo o quel partito o del sistema dei partiti o della classe politica, ma dei cittadini e dei loro diritti costituzionali anche contro i partiti e la classe politica, è in realtà un uomo di partito, in particolare un uomo del PD, cui quella carica è stata affidata non in riconoscimento di una sua capacità di ricoprirla, ma nell'ambito di una logica di lottizzazione delle cariche pubbliche.
Un uomo del PD alla Presidenza della Repubblica in cambio dell'occupazione da parte della maggiornaza di tutte le altre cariche e di tutti gli altri incarichi. Un affarone! Sarà una pensata di D'Alema.
Per questo Napolitano non ci può proteggere da questa classe politica e da questi partiti, come sarebbe suo dovere e suo compito, perchè gli appartiene.

La politica non è solo Casta a volte è anche zoccola
post pubblicato in Mi querela per favore?, il 3 ottobre 2008


... o peggio Santa, Santanchè.
Ieri sera, durante la seconda puntata di Annozero, la signora Daniela Santanchè ha ritenuto il dovere di avvisare il pubblico televisivo che, durante una pausa pubblicitaria una persona del pubblico presente in studio si era avvicinata a lei per andare ad insultarla.
Peccato che il profondo sdegno che l'ha colta e che non ha mancato di esprimere e ribadire, non si impossessi mai di lei, quando, negando ogni evidenza, non fa che ripetere che tutti gli immigrti sono delinquenti e spacciatori.
L'elegantissima e bella signora Daniela ha perfettamente ragione: non è giusto ricevere insulti, da nessuno.
Il pubblico in sala, composto soprattuto da uomini e donne di colore, si è scusato con lei per l'ingiusto oltraggio subito, ma ella, con lo stesso delicato senso dell'onore che le ha permesso di accettare queste scuse, non ha sentito alcun dovere di scusarsi a sua volta, per aver chiamato tutti loro, ripetutamente e davanti alle telecamere di Rai due, malfattori e delinquenti, in quanto immigrati stranieri in Italia.
Io non mi scuso, ma sentitamente la ringrazio per avermi dato ieri sera un chiaro e bell'esempio della doppia morale di chi non ha morale.


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permalink | inviato da ilbardo.it il 3/10/2008 alle 11:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Conflitto d'interessi
post pubblicato in Mi querela per favore?, il 11 settembre 2008



  Verso il monopolio del settore?
Dopo Fanfani e prima dei lombrichi
post pubblicato in Mi querela per favore?, il 28 luglio 2008


Da bambina dicevo "cacca" e pure le parolacce qualche volta, perchè erano parole che non si potevano usare, erano vere, descrivevano cose vere, ma erano parole vietate e ho imparato il gusto di usare le parole vietate, di nascosto spesso, ma anche no, anche davanti a tutti, per sfida, perchè non capivo come una cosa potesse essere vera e vietata.
E ho imparato il gusto del sapone che ti lava la bocca, del sedere che ti brucia, della punizione scontata fino in fondo senza un pianto.
Oggi voglio dire che il Presidente del Senato Renato Schifani sul finire degli anni '70 era socio della Sicula Broker con i mafiosi Benny D'agostino e Nino Mandalà.
Oggi voglio dire che negli anni '90, l'attuale Presidente del Senato Renato Schifani era consulente all'urbanistica nel comune siciliano di Villabate  e che l'ex Presidente del Consiglio comunale Francesco Campanella, sostiene che fosse il potente boss Nino Mandalà a dettare a Schifani come dovesse essere progettato il piano regolatore, punto per punto, come strumento per consolidare e rafforzare il proprio potere sull'area.
Perchè lo voglio dire? Perchè a quanto pare chi lo dice (vedi Marco Travaglio) si becca una richiesta di risarcimento danni di un milione e trecento mila euro, per presunti danni patrimoniali e non (morali?!).
E' tutto vero: i rapporti d'affari con i due mafiosi sono accertati e confermati dell'interessanto stesso, le consulenze al comune di Villabate stanno là, ci sono le fatture, le dichiarazioni di Campanella sono pubbliche, anche se in corso di verifica.
E' tutto vero ma non si può dire, perchè il Presidente si offende.
E a cosa servono un milione e trecentomila euro? A lavare la presunta offesa? O servono a spaventare chi dice la verità e a sconsigliare a chiunque altro di azzardarsi a dirla ?
Ma io non mi spavento, io mi arrabbio: sono tanto arrabbiata, perchè sono governata da una classe politica che si pone al di sopra di ogni legge e di ogni gustizia, che pretende di commettere ogni iniquità contro la legge, in barba alla legge o perfino, come in questo caso, a norma di legge.
Il Presidente del Senato Renato Schifani deve sapere che io non dimentico, che io sono una cittadina italiana e non dimentico chi è e chi è stato e non c'è querela, minaccia, punizione, che me lo possa far dimenticare, ne mi possa far smettere di dire chi è e chi è stato e cosa probabilmente, date le premesse, sarà in futuro.
Il Presidente del Senato Renato Schifani deve sapere che, se cerca di spaventare un giornalista per via delle cose vere che racconta, è come se cercasse di spaventare me e quindi, esattamente come se la cosa fosse rivolta a me, io reagisco.
Io non penso sia giusto, in condizioni normali, fare la minima pressione su nessun organo giudicante, ma una situazione in cui un'alta carica dello stato, recentemente messasi al sicuro da ogni azione giudiziaria, pretenda di imbavagliare la stampa che la critica, rivolgenndosi a quegli stessi giudici, che non possono toccarla, è lontana milioni di miglia da qualsiasi definizione di normalità.
E' la condizione del re rispetto ai sudditi e ai servi, non certo del presidente eletto di un organo colleggiale in uno stato democratico.
Se siamo cittadini e non sudditi, dobbiamo ribbellarci adesso e cercare di far sapere a Schifani che abbiamo capito e non lo appoggiamo, cercare di far sapere ai giudici che abbiamo capito e pretendiamo nel nostro paese il rispetto della giustizia, della democrazia e della libertà di espressione.
Usate i blog, le mail, le lettere, i giornali, telefonategli a casa, fate un pò come vi pare, ma fateglielo sapere.
Per facilitare nel loro arduo compito gli avvocati di Schifani, allego a questo post in contanti, quanto secondo me sufficiente a compensare i danni causati da chiunque dica la verità sulla storia del loro assistito.

 

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