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Frammenti di varia disumanità
Racconto del tutto personale del CicapFest2017 dal mio punto di vista per flash, impressioni e personali umiliazioni
post pubblicato in E facciamoci riconoscere, il 4 ottobre 2017


Racconto del tutto personale del CicapFest2017 dal mio punto di vista per flash, impressioni e personali umiliazioni
continua
Merita di morire
post pubblicato in E facciamoci riconoscere, il 28 giugno 2011


chi non si ribella ai soprusi, chi non combatte per i propri diritti, chi non si difende dalle ingiustizie.
E' trascorso quasi un mese dalle elezioni amministrative, quando quasi 230.000 cittadini napoletani hanno dato il loro voto a Luigi De Magistris.
Il programma di De Magistris era semplice e chiaro: lotta alla corruzione, trasparenza e legalità, soprattuto e con urgenza in riferimento al ciclo di gestione dei rifiuti urbani.
Dopo meno di trenta giorni, è ormai evidente che la resistenza della criminalità organizzata e dei gruppi di potere ed interesse con essa conniventi, è dura e organizzata.
Era prevedibile! Era prevedibile, che chi lucra sull'emergenza, trafugando stanziamenti pubblici statali, locali e comunitari, chi sversa abusivamente e senza controlli, chi fa e riceve assunzioni fantasma, si sarebbe ribellato a qualsiasi tentativo di ripristinare un andamento legale delle cose.
Forte dell'appoggio di un governo per la gran parte corrotto e, per il residuo, colluso, la criminalità organizzata ha dato vita ad una campagna di opposizione alla legalità che, solo marginalmente violenta, è soprattutto mediatica.
Una campagna per delegittimare De Magistris e la sua giunta, non certo per colpire l'uomo, ma per riaffermare agli occhi dell'Italia e del mondo, che Napoli non può cambiare, che la camorra controlla effettivamente il territorio e che non può essere che così. Una campagna per convincere il mondo, non che a Napoli ci sia la camorra, ma che Napoli è la camorra, che c'è una perfetta identificazione tra la criminalità organizzata e i cittadini napoletani tutti.
E' una corrispondenza che non esiste, ma che sta entrando nella coscienza collettiva, sia grazie all'efficacia delle proteste orchestrate dai boss e rimbalzate, per le ragioni di più vario interesse politico e criminale, da tutte le televisioni nazionali senza il minimo filtro critico, sia grazie al silenzio di quei quasi 230.000 cittadini, che non stanno dicendo una parola, nemmeno per prendere le distanze, nemmeno per dire "non siamo tutti così", nemmeno per dire "appoggiamo il progetto del sindaco".
Rispetto al quasi milione di abitanti della sola cinta urbana, stiamo comunque parlando di una minoranza, ma non certo di una minoranza esigua.
Dove sono tutte queste persone, perchè non scendono in piazza, che so, per protestare contro l'interessata immobilità del governo? Per esprimere il proprio appoggio ai piani di risoluzione proposti dalla giunta ? Perchè non denunciano chi incendia i rifiuti o li sparge, chi minaccia e corrompe?
Cosa credevano avrebbe potuto fare De Magistris una volta eleltto? Fermare la delinquenza a mani nude? Cosa credevano di dover fare loro, una volta eletto De Magistris? Mettersi in poltrona a contemplare l'avvenuto miracolo?
Merita di morire, chi crede nell'uomo dei miracoli, chi aspetta che la provvidenza risolva i suoi problemi, chi crede di poter vivere tranquillo in mezzo alle ingiustizie ed alle violenze, perchè "io non sona persona per bene", chi lascia che sia la paura a guidare le proprie azioni.
Questa è forse proprio l'ultima occasione, per dimostrare a noi stessi, all'Italia e al mondo, che Napoli e la camorra non sono la stessa cosa, che ci sono ancora persone in città in grado di ribellarsi, che c'è un'alternativa tra far torto o patirlo. Se non saremo in grado di cogliere questa occasione, davvero allora meritiamo di morire... avvelenati. 

Lecco il culo di mio
post pubblicato in E facciamoci riconoscere, il 15 marzo 2010


Si, carino Mentana a fare domande su tutte le menzogne che quest'uomo ha detto nell'esercizio delle sue funzioni da quando è assurto indegnamente all'incarico di dirigere il Tg1, ma magari stringelo un pò di più alle sue responsabilità avrebbe fatto bene, piuttosto che lasciarlo andare a ruota libera.
Vorrei fare dei commenti, ma non ci riesco. Quest'uomo deve parlare, parlare di continuo, a reti unificate, perchè quello che gli esce da bocca supera di gran lunga ogni mia capacità di immaginazione. Quello che pubblicamente e senza vergogna dichiara lo sputtana centomilavolte più di una fotografia con i trans che violentano bambini, mangiando sacher e tirando coca.

Troppo tardi
post pubblicato in E facciamoci riconoscere, il 21 settembre 2009


Dalla home page di Repubblica.it



Quella da mò ce la siamo giocata.


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La trave nell'occhio
post pubblicato in E facciamoci riconoscere, il 27 agosto 2009


Dalla home page di Repubblica.it di una mezz'ora fa:

 


Ecco, vorrei parlare lungamente dell'autonomia delle "autority" italiane dal governo, in particolar modo di quell'ente che ha il compito di vigilare sul rispetto delle leggi e sulle discipline che regolano il mercato, ma mi sa che lascerò perdere.


Al passo coi tempi
post pubblicato in E facciamoci riconoscere, il 29 luglio 2009


Da Repubblica.it di oggi, seziona cronaca:




Se uno poi consulta Wikipedia, scopre o si ricorda che l'uso dello steroide sintentico mifepristone come farmaco abortivo nei primi mesi di gravidanza, è stato scoperto da Etienne-Emile Bautieul nel 1980. La Francia l'ha ammesso alla commercializzazione nel 1988, gli altri paesi europei agli inizi degli anni novanta, gli Stati Uniti nel 2000. Nel 2003 l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ne ha confermata la sicurezza e ha rilasciato un documento con le linee guida per la sua applicazione. Attualmente il farmaco non è accessibile alle donne che vivono in italia, in Irlanda ed in Portogallo.


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Chi ha paura dell'uomo in nero?
post pubblicato in E facciamoci riconoscere, il 15 luglio 2009


Non c'è ragione al mondo vivere a Gerenzano, poco più di nove chilometri di estensione nella provincia di Varese,  a quasi dieci chilometri sul livello del mare e popolati da appena diecimila  abitanti, o forse mi sbaglio, forse qualche ragione c'è, ma comunque non ce ne potranno essere più di due:  esserci nati ed esserci costretti dal più stretto bisogno.
Una realtà piccola, dove ogni ventata di novità dovrebbe essere accolta con la gioia con cui si accoglie un alito d'aria fresca nelle stanze oppresse dal tanfo di chiuso.
Leggendo il bollettino mensile dell'amministrazione comunale però, il numero dello scorso maggio, ci si accorge di quanto detta amministrazione ami la propria puzza e sia ostinata nel voler tenere porte e finestre sbarrate, non sia mai un alito di vita si infili a disturbare l'ordinato procedere dell'esistenza.
Dall'appello pubblicato a pagina undici e firmato dal sindaco in persona, si vede come il problema non siano gli affitti in nero, che agevolano l'evasione  delle tasse e la presenza sul territorio di persone non registrate e senza documenti, non sia la dissimulazione degli introiti provenienti dalle vendite di immobili, non sia il lavoro nero, che consente di evadere tasse e contributi e di fare pressione sui lavoratori con una concorrenza sleale, ma l'affito al nero, la casa al nero, il lavoro al nero.
L'afflusso di persone  dall'esterno in una qualunque comiunità politica è senza dubbio una questione  complicata, che crea problemi e che va gestita, ma un rispetto pedissequo delle regole di legalità consentirebbe sia un controllo automatico dei flussi, perchè nessuno va dove non trova lavoro e casa, sia  l'afflusso di quegli introiti nella casse previdenziali, statali e comunali, necessari per pagare i maggiori servizi necessari all'aumentata popolazione.
Perchè tutta via giocarsi la rielezione con un argomento efficace, ma scomodo ed impopolare, come il rispetto delle leggi e il pagamento delle tasse? Perchè rischiare di essere impopolari, quando il razzismo è così più facile e popolare? 

Una menzione d'onore
post pubblicato in E facciamoci riconoscere, il 26 maggio 2009


A quel genio che stamattina alle otto e venti si è fatto con la sua Fiat Punto cinque metri sul marciapiede di via Cilica (Roma), dandomi per qualche istante l'orrenda impressione di star camminando contromano sulla carreggiata di un'autostrada, per poi rimanere bloccato almeno dieci minuti in attesa che il traffico gli desse spazio per scendere.
Bravo! Bravo! Bravo!

Libertà di consenso
post pubblicato in E facciamoci riconoscere, il 27 aprile 2009


Stamattina, grazie ai potenti mezzi di Internet, ho guardato in differita la puntata di AnnoZero, programma di approfondimento giornalistico diretto da Michele Santoro, di gioved' scorso 23 Aprile 2009.
Il tema, una commemorazione di Indro Montanelli nel centeraio della sua nascita, è stato l'occasione per discutere di libertà di stampa, autonomia dei giornalisti, ruolo della libera informazione in democrazia.
La posizione di tre quinti degli ospiti in studio, ossia di Paolo Mieli, Maurizio Belpietro e Enrico Mentana può essere agevolmente riassunta così: "Va tutto bene madama la marchesa".
Tanto ai cittadini italiani che importa se una stagista della lega è stata fermata con 8 chili di cocaina, se Marcello Dellutri è stato condannato per minacce aggravate, se Berlusconi è stato assolto, ma ha avuto una relazione con una giovanissima annunciatrice della Rai?
Solo per questo nessuna di queste notizie è comparsa sui nostri quotidiani, eccetto quella su Dell'utri in quarantesima pagina sul Corriere della Sera, per noi, per non annoiarci.

Made in Italy
post pubblicato in E facciamoci riconoscere, il 16 aprile 2009


 



Dalla sezione "Internazionale" del sito de El Pais (Spagna).


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