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Frammenti di varia disumanità
Frocio e macho
post pubblicato in pubbliCitando, il 17 aprile 2012


La parola "frocio" è un brutto insulto, se riferito a un uomo, ma è un mero aggettivo connotativo quando lo si usa per descrivere un capo di abbigliamento, un elemento d'arredo, un programma televisivo.
Frocio è qualcosa di così estremamente femminile, così irragionevolmente femminile, che nessuna donna moderna, alla moda e sensata, nessuna donna minimamente equilibrata, potrebbe esprimere tanta femminilità nell'arco della sua intera vita.
Frocio  è considerare la scelta di un abito questione di vita o di morte, frocio è impiegare mezz'ora per il make up, frocio è un programma di un'ora di decoupage. Per questo chiunque ha visto Real time, anche una sola volta nella vita, non può non pensare che sia il canale più frocio di tutto il digitale terrestre.
Non ha a che fare con l'orientamento sessuale o di genere di nessuno, è un orientamento di stile.
Contrapposto a "frocio" c'è "macho" e  anche in questo caso è tutta questione d'immagine.
Davanti allo stereotipo di una femminilità estrema, così estrema da perdere il connotato femminile nel nome, sta lo stereotipo uguale ed opposto di una mascolinità assoluta, senza dubbi o ombre, una virilità come un blocco di marmo.
Birra e spaghetti davanti alla tv e rutto libero.
Il porta bandiera nel vasto modo della realtà digitale di questa visione dell'uomo e del mondo è senza dubbio DMAX.
Che ci fa allora, Alessandro Borghese, il re della televisione frocia, il volto di punta di Real time,  a fare uno spot promozionale per DMAX?
Forse il telegenico chef, figlio di Barbare Bouchet,  dopo anni di cortesie per gli ospiti, fuori menù e cucine con Ale, sta cercando disperatamente una via di fuga.
La tv però è bidimensionale: piatte sono le immagini come piatte le figure che quelle immagini veicolano.
Così l'effetto comico, certamente involontario, è comunque garantito.
La traslazione da uno spazio all'altro non riesce e Ale non prende una nuova dimensione, più rotonda, più ricca e DMAX piomba nel ridicolo.
Tanto valeva metterci Enzo, esperto di moda, stile e matrimoni, a fare quello spot: "Adoro DMAX, perchè ha tutto quello che mi piace: velocità, avventura e tante belle tute di pelle di tutti i colori".
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