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Frammenti di varia disumanità
Videocracy
post pubblicato in InFeltriTi, il 24 settembre 2009


Uno dei non pochi svantaggi di avere come presidente del consiglio un monopolista dei media, è quello che comunicazione e politica, audiance e consenso, si confondono, si scambiano, diventano intercambiabili.
Questo comporta effetti paradossali: il presidente del consiglio va in televisione per raccontare, non agli elettori, ma ai telespettatori, come è stato bravo con i terremoti. Il presidente del consiglio va in televisione e vengono chiuse tutte le trasmissioni concorrenti, per cercare di avere più audiance possibile, come se quello che ha fatto o non ha fatto nel gestire il problema del terremoto, sia fatto bene o male a seconda di quanti telespettatori vorranno vederne il racconto televisivo. Il presidente del consiglio va in televisione, l'audiance è bassissima e il segretario del più votato partito d'opposizione commenta il fatto come fosse una sconfitta eletorale.
L'ultimo di questi paradossi l'ha espresso Vittorio Feltri, che in un editoriale su Il Giornale, questa mattina, 23 Settembre, commentava la messa in onda, speriamo, della nuova serie del programma di approfondimento giornalistico "Anno zero".
Secondo Feltri, siccome il PDL e la Lega hanno vinto le elezioni, siccome gli italiani hanno espresso col voto il loro consenso a questi due partiti, allora i telespettatori non vogliono vedere "Anno zero".
Anche volendo ammette che il programma di Michele Santoro sia un programma di parte, sempre contrario e solo contrario a questi due partiti, cosa che non è, si potrebbe ancora discutere del diritto delle voci di minoranza di esprimersi, se si è in democrazia. Del diritto di esprimersi soprattuto su un canale della televisione pubblica, pagata con le tasse ed il canone di tutti i cittadini, non solo di quelli che hanno votato i partiti attualmente al governo. Si potrebbe sottolineare come, prioprio i portatori di voci minoritarie, sempre se si è in democrazia, hanno più diritto e più bisogno di visibilità, perchè la maggioranza degli elettori si è già espressa decidendo chi deve gestire il potere esecutivo e avere la maggioranza in Parlamento, quindi hanno deciso chi ha il potere di fare e conseguentemente meno necessità di dire. Si potrebbe ancora infine sottolineare come i due partiti di governo abbiano si una maggioranza assoluta di onorevoli e senatori sugli scranni parlamentari, ma che questo, in virtù della vigente legge lettorale, corrisponde solo ad una maggioranza relativa di consenso elettorale.
S potrebbero dire tutte queste cose ed altre ancora, ma quello che più mi preme sottolineare è come Feltri volontriamente confonda elettori e telespettatori, audiance e rappresentatività politica.
Nulla vale per lui per esempio, sapere che "Anno zero" nella scorsa serie ha tenuto la media del 18% di share per le sue 34 prime serate, che il progrmma non è mantenuto con i soldi pubblici, perchè, proprio in virtù dei suoi alti ascolti, porta nelle casse della Rai lauti proventi pubblicitari, eccedenti i costi di produzione del programma.
Considerando questi dati, verrebbe ai più spontaneo pensare che gli italiani elettori vogliano il PDL e la Lega come maggioranza in Parlamento e gli italiani telespettatori vogliano guardare "Anno zero" in televisione. A Feltri ciò non viene in mente, ma immagina o vuole che i suoi lettori immaginino, un'Italia del pensiero unico, monocolore, monoconsenso.

Libertà di consenso
post pubblicato in E facciamoci riconoscere, il 27 aprile 2009


Stamattina, grazie ai potenti mezzi di Internet, ho guardato in differita la puntata di AnnoZero, programma di approfondimento giornalistico diretto da Michele Santoro, di gioved' scorso 23 Aprile 2009.
Il tema, una commemorazione di Indro Montanelli nel centeraio della sua nascita, è stato l'occasione per discutere di libertà di stampa, autonomia dei giornalisti, ruolo della libera informazione in democrazia.
La posizione di tre quinti degli ospiti in studio, ossia di Paolo Mieli, Maurizio Belpietro e Enrico Mentana può essere agevolmente riassunta così: "Va tutto bene madama la marchesa".
Tanto ai cittadini italiani che importa se una stagista della lega è stata fermata con 8 chili di cocaina, se Marcello Dellutri è stato condannato per minacce aggravate, se Berlusconi è stato assolto, ma ha avuto una relazione con una giovanissima annunciatrice della Rai?
Solo per questo nessuna di queste notizie è comparsa sui nostri quotidiani, eccetto quella su Dell'utri in quarantesima pagina sul Corriere della Sera, per noi, per non annoiarci.

Made in Italy
post pubblicato in E facciamoci riconoscere, il 16 aprile 2009


 



Dalla sezione "Internazionale" del sito de El Pais (Spagna).


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permalink | inviato da ilbardo.it il 16/4/2009 alle 17:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Riequilibratura e pulizia del carburatore
post pubblicato in Vocabolario minimo, il 15 aprile 2009


E' necessario ed urgente ripristinare un vocabolario minimo, un elenco dei lemmi usati dagli uomini politici (alcuni), dai giornalisti (alcuni altri), dai Presidenti (un pò tutti), dai Direttori Generali (un pò tutti gli altri) e da tutti gli esponenti  ed i lacchè del Potere e dei poteri di questa che è stata, per un tratto troppo breve, una democrazia.
E' necessario ed urgente chiarire di ogni parola usata il vero significato, perchè man mano che il regime, già in atto, va avanti e si consolida, non solo fa strage di libertà e di diritti, ma fa strage di parole. Come nell'orwelliano "1984", le parole perdono il loro senso e ne acquistano uno nuovo, così che a pronunciarle a nessuno possa anche solo venire in mente il loro originale significato e valore, così che chi sente che un altro mondo è possibile non abbia più parole per esprimerlo.
Per questo il Ministero della Verità diventa il Miniver o un latitante diventa un esule.
Per inaugurare il vocabolario, voglio esaminare l'espressione "riequilibri informativi", contenuta in una lettera inviata dal Direttore Generale della Rai Mauro Masi al giornalista Michele Santoro in conseguenza di una riunione svoltasi oggi ed avente per oggetto la puntata di giovedì scorso, 9 Aprile, di Annozero, il porgrmma diretto da Santoro.
In una serie di servizi andati in onda durante il programama, è stato messo in luce come l'intervento della protezione civile in soccorso delle vittime del terremoto che la domenica precedente aveva colpito la provincia de L'Aquila, sia stato tardivo e inadeguato, privo di coordinamento e pianificazione, portato avanti con mezzi insufficienti, come i ripetuti allarmi causati dal susseguirsi di scosse di terremoto sempre più gravi, cominciate lo scorso gennaio, siano stati sistematicamente ignorati da tutte le autorità preposte alla sicurezza dei cittadini, come la vergognosa speculazione edilizia abbia causato più danni del terremoto stesso, come nella provincia e presumibilmente in tutta Italia, le norme antisismiche siano costantemente inapplicate.
Circa queste denunce c'è una sola domanda che abbia senso porsi: sono vere o sono false?
Se sono vere, l'unica parola in cui ha senso tradurre i "correttivi informativi" richiesti da Masi è BUGIE.
La verità non piace, non è seducente, non è elettorale, così Annozero deve allinearsi e raccontare le stesse bugie che hanno raccontato tutti gli altri, le bugie sui soccorsi più veloci del mondo, sull'eroica protezione civile, sul Presidente del Consiglio che bacia le vedove e gli orfani e mette a disposizione degli sfollati "le sue case" (basterebbe il megavillone abusivo in Sardegna con tanto di finto vulcano, anfiteatro romano e grotta di Diabolik per ospitarli tutti), perchè le bugie si che sono seducenti ed elettorali.
Tanto a chi importa se alla prossima scossetta che chiamiamo "terremoto", al prossimo straripamento che chiamiamo "esondazione", alla prossima pioggerella che chiamiamo "alluvione", moriranno ancora trecento, quattrocento, cinquecento persone?
Accorreranno come questa volta i soliti scrivani prezzolati, i soliti vesponi indignati un tanto al chilo, a prendersela col destino cinico e baro e a  magnificare i mirabolanti interventi del maschio ed eroico governo, Presidente in testa.

Fonti:
La Repubblica
Il Corriere della Sera
La puntata di Annozero del 9 Aprile 2009

Memoria selettiva
post pubblicato in E facciamoci riconoscere, il 27 gennaio 2009


Nel “Giorno della Memoria”, anniversario dell’abbattimento dei cancelli del campo di sterminio di Auschwitz, il Ministro degli Esteri Frattini (si, putroppo Frattini è ministro) ha perso una buona occasione di esercitare la propria.
"L'antisemitismo che oggi si registra in molti paesi, tra cui l'Italia è un virus per l'Europa ed è ormai entrato nel linguaggio corrente, addirittura nei mezzi di informazione e di alcuni attori politici. La trasmissione di Santoro è un esempio di quello che nessuna televisione democratica dovrebbe mai fare". Queste le parole pronunciate dal ministro questa mattina nella sala in occasione della commemorazione ufficiale.
Dimentica il ministro il vero contenuto della trasmissione cui si riferisce e di cui è reperibile un
video integrale in Internet.
Dimentica Frattini che il mestiere di giornalista impone non l’equidistanza da due presunte parti in discussione, ma di non assumere tesi preconcette su nessun argomento, di raccontare i fatti e solo i fatti.
Durante l’ “Operazione Piombo Fuso”, nome in codice dell’offensiva compiuta dall’esercito israeliano tra Natale e le prima tre settimane di questo Gennaio, i media italiani si sono distinti per la totale parzialità dei contenuti proposti: filmati e fotografie dei danni fatti dai razzi di Hamas e comunicati stampa del governo israeliano. Intanto numerosi giornalisti che si trovavano a Gaza , giravano video e scattavano fotografie di quello che stava effettivamente accadendo, intervistavano i feriti, contavano le centinaia di morti.
Annozero, nella puntata di giovedì 15 scorso, non ha fatto altro che mandare in onda questi documenti, che nessun programma televisivo italiano ha mostrato ne prima ne dopo.
Qual è quindi la colpa di Michele Santoro, che quella trasmissione conduce? Quella di fare il giornalista veramente, senza pregiudizi, senza subire le pressioni di quella politica, che non vuole per noi cittadini l’informazione, ma solo la propaganda, di aver riequilibrato un vergognoso ed imbarazzante squilibrio dei nostri media solo per rendere a noi un servizio pubblico: l’accesso all’informazione.
Dimentica il ministro, che non esistono discriminazioni lecite ed illecite, che nessuna commemorazione dell’Olocausto potrà mai suonare sincera nella bocca di un rappresentante di quel governo, che prende le impronte digitali ai bambini rom, che sgombra con la forza le baracche degli indigenti, che pretende che Lampedusa diventi un campo di concentramento a celo aperto, per chi ha la sola colpa di voler vivere in Italia.
Dimentica il ministro, che se in Italia sta aumentando il razzismo, non è certo ai pochi giornalisti veri rimasti che deve guardare quando cerca le cause, ma prima di tutto a se stesso e ai suoi colleghi di governo.


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permalink | inviato da ilbardo.it il 27/1/2009 alle 22:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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